Con la guerra in corso dal 7 ottobre 2023 un abitante di Gaza ha oggi un'aspettativa di vita pari a 40,6 anni. Ben al di sotto dei 75,5 anni che i demografi registravano prima di quella tragica giornata.
Su quanto è accaduto nella Striscia di Gaza, in questo anno e mezzo trascorso dalle stragi dei terroristi di Hamas del 7 ottobre 2023, si è detto di tutto, accapigliandosi intorno al termine «genocidio». Chi per negarlo (i più, soprattutto nei media), chi invece per affermarlo.
Proviamo a limitarci ai dati. In particolare, a quelli proposti negli studi della più prestigiosa rivista medica del mondo, la britannica Lancet.
In una ricerca molto approfondita, pubblicata nel volume 405 dell’8 gennaio 2025 e consultabile anche in Rete, Lancet analizza una serie di dati relativi alla popolazione di Gaza, ed è uno dei primissimi casi, perché di solito certi studi vengono condotti sull’intera popolazione dei Territori palestinesi, cioè comprendendo anche gli abitanti della Cisgiordania, dove le condizioni sono difficili ma indubbiamente meno drammatiche.
Com’era ovvio attendersi, Lancet ci dice che nel solo primo anno di guerra (7 ottobre 2023 – 30 settembre 2024) l’aspettativa di vita dei gazesi si è in pratica dimezzata: dai 75,5 anni di prima della guerra ai 40,6 di fine settembre 2024. Un crollo del 46,3 per cento. Scomponendo il dato per generi, si vede che l’aspettativa di vita per gli uomini è scesa a 35,6 anni (meno 51,6 per cento) e per le donne a 47,5 anni (meno 38,6).
Sempre Lancet, peraltro, in uno studio precedente ci aveva informati del fatto che il 59,1 per cento dei morti della Striscia era composto di donne, bambini e anziani. Di fronte a realtà come queste, le disquisizioni lessicali stanno a zero. Anzi, sono spesso un buon sistema per girare lo sguardo altrove.